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Diritto all’alloggio

Il diritto all’alloggio, come sancito nella Carta di Palermo, afferma che l’accesso a una casa sicura e dignitosa è essenziale per la realizzazione dei diritti fondamentali e per l’inclusione sociale. La Carta invita le istituzioni a garantire un accesso equo all’abitazione per tutti i residenti, indipendentemente dallo status migratorio, rifiutando politiche che producono marginalizzazione, esclusione o “guerre tra poveri”.

Le organizzazioni della società civile e il governo cittadino di Palermo svolgono un ruolo importante nel sostenere il diritto all’alloggio dei migranti. L’ordine cattolico, un tempo guidato dal frate Biagio Conte, gestisce due strutture per persone senza casa; numerose cooperative sociali antimafia e di altro tipo gestiscono alloggi per richiedenti asilo. La Casa dei Diritti del Comune di Palermo supervisiona gli alloggi per richiedenti di asilo (centri di accoglienza) in città, garantendo un livello più elevato di responsabilità e di sistemazioni dignitose, soprattutto rispetto alla campagna siciliana, dove i richiedenti di asilo hanno subìto condizioni abusive e inadeguate in centri di accoglienza gestiti dalla criminalità organizzata e da altri operatori corrotti.

Alcuni partecipanti alle interviste foto-voce hanno espresso soddisfazione per la propria situazione abitativa, soprattutto nella comunità filippina, i cui membri di solito affittano appartamenti nel quartiere popolare di Borgo Vecchio. Ma altri partecipanti, soprattutto tra le comunità nere e musulmane, hanno riportato difficoltà crescenti a trovare case in affitto nel centro storico gentrificato di Palermo, dove i proprietari affittano sempre più spesso a turisti e nomadi digitali. Alcuni hanno anche condiviso esperienze di abusi da parte dei proprietari e discriminazione razziale nel mercato dell’affitto, come discusso nella pagina dei risultati di sintesi di questo sito.

Tenda sotto un albero sul lungomare di Palermo, in un’area dove alcune persone dormono per strada.

  • “Tra i diritti realizzati, per fortuna qui in Italia alcune persone soccorse vengono collocate in questi centri [di accoglienza per richiedenti asilo], dove ricevono anche cure mediche, accoglienza, integrazione e, soprattutto, aiuto in vari contesti. Ad alcuni è negato l’accesso; è sempre lo stesso problema: alcuni non vengono salvati a causa delle nuove leggi.”

    —Membro della comunità algerina

  • “Prima di tutto, ciò di cui abbiamo bisogno qui come stranieri… è una casa. Per chi non ha documenti adeguati, i proprietari chiedono sempre i documenti; oppure, riguardo alla situazione lavorativa, chiedono quella che si chiama busta paga. Prima di accettare di affittare una casa, tutti chiedono sempre di vedere una busta paga. Ma per qualcuno che non ha documenti, come dovrebbe ottenere una busta paga per affittare una casa? Dove dovrebbe vivere? Per strada? Come dovrebbe sopravvivere?”

    —Membro della comunità nigeriana

  • “Un posto dove appoggiare la testa è molto difficile da trovare, perché non è facile avere una stanza in affitto... forse perché siamo ghanesi, e qualcuno potrebbe non avere fiducia o speranza in te.”

    —Membro della comunità ghanese

  • “Basta che un proprietario dica ‘no’ e tutto si ferma.”

    —Membro della comunità ghanese

  • “Ho passato tre anni qui, vivendo per strada.”

    —Membro della comunità gambiana

  • “Il mio sogno è... affittare una casa, essere indipendente.”

    —Membro della comunità gambiana

  • “Uno dei momenti più difficili... sono stati i primi due mesi a Palermo... È stato molto difficile trovare un alloggio.”

    —Membro della comunità marocchina

  • “Non riesco a trovare casa perché sono straniero.”

    —Membro della comunità marocchina

  • “Senza un permesso di studio, non puoi nemmeno affittare una casa. E non poter affittare una casa significa che quella persona deve dormire per strada.".”

    —Membro della comunità nordafricana

  • “Usano tutte le case come B&B.”

    —Membro della comunità nigeriana