Diritto alla dignità
Il diritto alla dignità, come riflesso nella Carta di Palermo, pone al centro questo principio — “io sono persona” — come fondamento su cui si costruiscono tutti gli altri diritti, e rifiuta i sistemi che riducono gli esseri umani a categorie amministrative o strumenti di politica pubblica.
I movimenti sociali guidati da italiani e migranti a Palermo sostengono il diritto alla dignità in modi formali e informali. I movimenti antimafia, attivi da tempo in città, promuovono la “legalità in tutte le sue forme”, contrastando lo sfruttamento nel lavoro, nell’alloggio e in altri ambiti della vita. Nel XXI secolo, i movimenti antimafia della città e della regione sono diventati anche movimenti per i diritti dei migranti, poiché i migranti hanno sostituito i siciliani nei settori più sfruttati del lavoro e della società. Altre organizzazioni, come Right to Be, Prima gli Ultimi e altre, promuovono il diritto alla dignità attraverso manifestazioni, attività culturali e programmi sociali. Le associazioni di comunità migranti e diasporiche offrono sostegno reciproco a chi subisce discriminazione, che si tratti di lavoro, di abusi da parte dei proprietari di casa o altri aspetti della vita.
Tuttavia, i partecipanti a questa ricerca hanno condiviso diverse esperienze di discriminazione e di violazione della dignità umana. Queste vanno dai proprietari che si rifiutano di affittare a persone di colore, all’esclusione da lavori più dignitosi, fino agli italiani che fissano con ostilità o addirittura sputano contro persone di colore per strada. Il diritto alla dignità è stato una delle sfide più spesso citate dalle persone intervistate.
Murale nel centro di Palermo raffigurante il magistrato antimafia Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia nel 1992. Il testo dice: “È tempo di andare avanti!”
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“Vorrei che imparassimo a rispettarci a vicenda, non perché l’altra persona ci somiglia, ma semplicemente perché esiste. Vorrei che non ci fosse bisogno di una ‘patente di palermitanità’, o di qualsiasi altra etichetta, per essere visti con dignità. La ricchezza di una comunità non sta nel costringere tutti a essere uguali, ma nel permettere a ciascuno di essere sé stesso, portando con sé le proprie radici e contribuendo allo stesso tempo alla bellezza e alla ricchezza del luogo che chiamiamo casa.”
—Membro della comunità Tamil
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“Ci sono molte cose che ho osservato vivendo qui, soprattutto a Palermo. Una è il modo in cui i bianchi ci trattano quando prendiamo un autobus. Il modo in cui ci parlano, il loro linguaggio del corpo… ci fa stare male… Qualunque cosa facciamo che loro non fanno, la vedono in modo diverso perché... ci vedono come... animali… Ci insultano, litigano sempre con noi nelle nostre case, solo perché non siamo di qui. È davvero disturbante e non ci fa sentire a nostro agio nel vivere qui.”
—Membro della comunità ghanese
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“Lo stigma dello straniero viene sfruttato sempre di più... anche quando tutti i requisiti economici e fiscali sono soddisfatti, le persone decidono di non offrire casa ai cittadini stranieri.”
—Membro della comunità Tamil
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“Una società che non può accettare un medico nero non è una società giusta.”
—Membro della comunità ghanese
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“Sembra che la mia identità... venga decisa per me... mi viene ricordato continuamente quanto sono diversa.”
—Membro della comunità ghanese
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“Quando noi, i neri, lavoriamo... la somma di denaro... non è la stessa che danno ai bianchi.”
—Membro della comunità ghanese
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“Le persone fanno battute sul mio accento, sul mio cognome e su da dove vengo.”
—Membro della comunità ghanese
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“Dietro ogni persona bengalese c’è una storia, una famiglia, sacrifici, duro lavoro e dignità.”
—Membro della comunità bangladese
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“C’è un diritto che viene violato. C’è anche una dignità che viene violata. Perché penso che essere umani significhi prima di tutto meritare il diritto di vivere... avere gli stessi diritti di ogni individuo.”
—Membro della comunità ivoriana