Contesto
Dalla fine del XX secolo, Palermo, capitale della Sicilia e quinta città più grande d’Italia, è diventata una destinazione per diverse comunità migranti e diasporiche provenienti da tutto il mondo. Comunità numerose di persone dal Bangladesh, dalle Filippine, dalla Tunisia e di etnia Tamil dello Sri Lanka vivono in città dagli anni Ottanta. Negli anni Duemila, a Palermo si sono stabilite grandi comunità dall’Africa settentrionale e occidentale, dall’Asia meridionale e sud-orientale, dall’Europa orientale, oltre a gruppi più piccoli dall’America Latina e da altre parti del mondo.
Negli anni 2010, il Mediterraneo centrale è diventato il corridoio migratorio più letale al mondo, con la Sicilia come principale punto di arrivo per persone provenienti dall’Africa e dall’Asia che viaggiavano in barca dalle coste della Libia e della Tunisia. Palermo, importante porta d’ingresso in Europa, è diventata un centro attivo dei movimenti per i diritti dei migranti, a partire dalla sua storia di centro dei movimenti antimafia, che hanno promosso diritti umani, percorsi verso il lavoro legale e libertà dalla violenza e dallo sfruttamento. Nel 2015, l’amministrazione del sindaco Leoluca Orlando, il più noto sindaco antimafia d’Italia e sostenitore dei diritti dei migranti, ha emanato la Carta di Palermo.
Questo progetto ha esaminato le esperienze dei diritti umani vissute dalle comunità migranti e diasporiche di Palermo a dieci anni dalla pubblicazione della Carta. Quali diritti vengono resi effettivi, come e da chi, nelle diverse comunità? Quali diritti continuano a essere negati? Quale lavoro resta da fare per rendere effettivi i diritti di tutte le persone nella città, in Italia e in Europa?
Le altre pagine di questo sito condividono i risultati di questa ricerca, e nella pagina sull’azione anche il lavoro delle associazioni partners nella promozione dei diritti nelle loro comunità.
Nazionalità # persone % di cittadini non-italiani
Bangladesh 6,397 24.7%
Sri Lanka 2,730 10.5%
Romania 2,502 9.6%
Ghana 2,464 9.5%
Filippine 1,639 6.3%
Tunisia 1,187 4.6%
China 1,000 3.9%
Morocco 977 3.8%
Nigeria 875 3.4%
Mauritius 758 2.9%
Costa d’Avorio 537 2.1%
Ucraina 352 1.4%
Gambia 268 1.0%
Tabella: Popolazione straniera ufficialmente registrata a Palermo al 1° gennaio 2025, per nazionalità [questo dato include i bambini nati in Italia, poiché il Paese non concede la cittadinanza per nascita]. La tabella include tutti i gruppi che rappresentano almeno l’1% della popolazione straniera registrata a Palermo. (Fonte: Tuttitalia)
Murale di San Benedetto il Moro, uno dei due santi patroni di Palermo.
La Carta di Palermo ha elaborato i diversi diritti che l’Europa e l’Italia garantiscono a tutte le persone nelle loro costituzioni, nelle leggi e nelle convenzioni delle Nazioni Unite di cui sono firmatarie. Questi diritti includono:
Il progetto
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Questo progetto biennale è stato ideato e organizzato da membri di otto associazioni guidate dalle diaspore a Palermo, insieme a colleghi dell’Università della Pennsylvania (USA).
Nel primo anno, facilitatori provenienti dalle comunità dell’Africa settentrionale e occidentale e dell’Asia meridionale e sud-orientale della città hanno condotto discussioni foto-voce con persone delle loro comunità. Hanno chiesto ai partecipanti di portare una fotografia, un oggetto o un breve video che mostrasse come determinati diritti fossero realizzati — o non realizzati — nella loro comunità. Ogni partecipante ha condiviso in che modo ciò che aveva portato rappresentava l’esperienza della propria comunità in relazione a uno o più diritti umani. Persone di età, generi e provenienze diverse hanno condiviso una grande varietà di storie, problemi e analisi critiche in queste discussioni di gruppo, che di solito includevano quattro o cinque persone della stessa comunità.
Le 105 persone che hanno preso parte alle discussioni foto-voce riflettevano la diversità delle comunità migranti e diasporiche di Palermo, includendo migranti di prima e seconda generazione provenienti da: Algeria (7 partecipanti); Bangladesh (12); Ciad (1); Costa d’Avorio (12); Egitto (1); Gambia (5); Ghana (15); Libia (1); Iraq (1); Marocco (14); Nigeria (12); Filippine (7); Sri Lanka (12); Tunisia (2); e Venezuela (1). [Le uniche comunità diasporiche non europee non rappresentate nel progetto, tra quelle che costituiscono almeno l’1% della popolazione nata all’estero a Palermo, sono le comunità cinese e mauriziana.]
I partecipanti includevano donne e uomini, dagli adolescenti agli anziani: persone arrivate da poco in Italia, altre che vivono lì da quasi quattro decenni, e persone nate in Italia da genitori migranti. L’Italia non concede la cittadinanza per nascita, quindi le persone di seconda generazione condividono spesso molte delle esperienze dei loro genitori. Questo e altri temi sono approfonditi nella pagina del riassunto dei risultati e nelle pagine che presentano i risultati, incluse le citazioni dei partecipanti, relativi a ciascun diritto umano promesso dall’Italia e dall’Unione Europea.
Nel secondo anno, a partire da questa ricerca, i partner del progetto hanno progettato e stanno realizzando iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento, organizzazione comunitaria e altre attività nelle loro comunità per promuovere la realizzazione dei diritti umani.
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Altrico Algeria Trinacria Associazione per la Cooperazione (Algeria)
Bangla School (Bangladesh)
Diaspore Per la Pace (organizzazione intermediaria; staff dalla Costa d’Avorio e dal Venezuela)
Comunità Filippina (Filippine)
Polo Socio-Culturale Islamico (Africa, Asia)
Let’s Give a Hand (Tamil / Sri Lanka)
Union of Ivorians in Sicily (Costa d’Avorio)
University of Pennsylvania (USA)
Donne di Benin City (Nigeria)
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Coordinatori scientifici:
Ibrahima Kobena, fondatore e presidente, Diaspore Per la Pace
Domenic Vitiello, Professore di Pianificazione e Studi Urbani, University of Pennsylvania
Obed Arango, Docente in Politiche Sociali, University of Pennsylvania; co-direttore di CCATE
Facilitatori:
Shaidul Abdul e Mohammed Tazim Safat, Bangla School
Jeffrey Coloma, Comunità Filippina
Osas Egbon, Donne di Benin City
Ashraf Halouan, Polo Islamico
Marie Pierre Natchia, Unione degli Ivoriani in Sicilia
Jinithira Anthonistan Vimalaselvam, Let’s Give a Hand
Assistenti di ricerca:
Lorena Alvarez, Diaspore Per la Pace
Eliana Atienza, University of Pennsylvania Studi Urbani
Anna Bellows, University of Pennsylvania Scienze Politiche
Glynn Boltman, University of Pennsylvania Scienze Politiche
Sadie Daniel, University of Pennsylvania Studi Urbani
Traduttrice:
Carlotta de Bellis, University of Pennsylvania
Facilitatori durante le discussioni foto-voce all’evento di avvio del progetto nel giugno 2025.