Diritto alla mobilità
Il diritto alla mobilità, come articolato nella Carta di Palermo, sottolinea che la libertà di movimento non dovrebbe essere limitata dal luogo di nascita, dalla nazionalità o dallo status migratorio. La Carta considera la mobilità un diritto umano fondamentale, essenziale per la dignità, l’uguaglianza e l’autodeterminazione in un mondo interconnesso. Il documento critica anche i sistemi migratori restrittivi, inclusi i regimi dei visti, la militarizzazione delle frontiere e i diritti di mobilità diseguali, che privilegiano alcune popolazioni ed escludono altre.
Avvocati a Palermo, incluso il servizio gratuito dell’Università di Palermo per i migranti, sostengono attivamente persone provenienti da più continenti nell’ottenimento di documenti giuridici che realizzano il loro diritto alla mobilità, così come quello dei loro figli e di altri familiari. Anche le associazioni di comunità migranti e diasporiche aiutano le persone a superare le difficoltà legali ed economiche che limitano la mobilità, assistendo nell’acquisizione dei documenti e raccogliendo fondi per coprire i costi di viaggio.
I partecipanti alle interviste hanno evidenziato numerosi modi in cui la mobilità delle persone nelle loro comunità è limitata: dalle leggi italiane ed europee, dal controllo delle frontiere e da burocrazie lente e restrittive che costringono le persone ad aspettare a lungo per accedere ai documenti giuridici e ai diritti che questi rendono possibili, inclusi soggiorno legale, alloggio, lavoro e altri aspetti essenziali della vita.
Murale nel centro di Palermo che denuncia che “il governo uccide anche d’estate… 630 morti nel Mediterraneo solo nel giugno 2018” (un riferimento al film La mafia uccide solo d’estate).
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“Se ci pensiamo, è un sistema che dovrebbe essere facile, no? Dare opportunità alle persone attraverso corridoi umanitari, permettere loro di scegliere i visti, allentare un po’ le regole tra corridoi umanitari e visti. E, per esperienza personale, come vengono realizzati questi diritti nel tuo percorso? Come lo vedi? Io lo vedo molto lontano. Non vogliono realizzare certi diritti. A livello governativo, non vogliono facilitare gli arrivi e non vogliono nemmeno facilitare l’accoglienza.”
—Membro della comunità algerina
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“È qualcosa che lo Stato italiano avrebbe dovuto prevedere e inserire nel sistema fin dall’inizio. Voglio dire: queste cose succedono; nasce un bambino, è un fatto della vita, ma quel bambino non ha chiesto di essere qui; è innocente.”
—Membro della comunità ivoriana
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“Il mio permesso di soggiorno mi serve per visitare i miei genitori, per avere i miei diritti come cittadino.”
—Membro della comunità marocchina